06.08.2021

Fotografare l’estate

9 fotografi e fotografe raccontano l’estate attraverso i loro scatti.

Il sole a picco, l’aria immobile, la pelle sbucciata, i lunghi silenzi pomeridiani. In poche parole: l’estate. La stagione più amata (e perché no, odiata) dell’anno ci accompagna in un tempo sospeso, dove il profumo della natura si confonde con il sentore di crema solare e l’odore di cucinato che riempie case e ristoranti. Sappiamo tutti di cosa stiamo parlando, eppure raccontare quell’essenza che rende uniche le giornate estive è compito assai difficile, almeno a parole. Per questo, abbiamo chiesto a 9 fotografe e fotografi italiani di aiutarci in questa missione attraverso le loro immagini. Ognuno di loro ci ha regalato uno scatto in grado di immortalare l’atmosfera estiva e un piccolo commento sul suo legame con la bella stagione. Buona visione e buona lettura!

Sara Lorusso

instagram: @loruponyo

Una volta scrissi: «per il mio corpo, scusa per tutto quello che ti ho fatto, scusa per tutto quello che ti farò.»

Vedere un corpo nudo è strano. Siamo cresciuti con l’idea che il corpo è privato, la nostra pelle è reato. Se mostri troppo corpo allora vuoi farti vedere, se ne mostri poco allora ti vergogni.

Il corpo, in particolare quello femminile, è sempre stato sessualizzato ed è proprio per questo che nel corso degli anni lo abbiamo nascosto, mostrandolo solo come gesto estremo di ribellione. In questi ultimi giorni nell’isola di Pantelleria ho ristabilito un contatto con la madre terra che pensavo di avere perso, sentire la natura sul proprio corpo: rocce bollenti, mare gelato, sole rigenerante e aria gelida sono le sensazioni più belle che si possano provare.

Chiara Lombardi

instagram: @xchiaralombardix

Quando ti affacci sul mare di Vietri, arrivando dalla mia Salerno, fai immediatamente capolino su due scogli assai caratteristici: I Due Fratelli. Si dice che, quando arrivarono i saraceni nel nostro mare, furono combattute feroci e lunghe battaglie che durarono più di un anno, generando povertà e insofferenza. Così il regnante salernitano, il Principe Guaiferio, per mettere fine agli scontri, individuò, fra i suoi, Umfredo il più forte dei cavalieri che avrebbe dovuto scontrarsi con Rajan, il saraceno che comandava l’esercito nemico. Lo scontro avrebbe così finalmente sancito la vittoria o la sconfitta rispettivamente dei due eserciti. I due combatterono fino alla stregua, in quel di Vietri, fino a quando, stremati e sanguinanti, si ritrovarono in fin di vita, uno di fronte all’altro. Le vesti strappate rivelarono tatuato sul petto di entrambi lo stesso stemma di famiglia. “Cosa vedo sul tuo petto: lo stemma dei miei avi. Guarda bene, Umfredo, è lo stesso stemma che porto io!”. Umfredo protestò incredulo con un filo di voce, allorché Rajan gli rivelò – “Mio padre Helino per tutta la vita ha cercato un figlio che gli era stato rapito dai pirati. È successo tanti anni fa e lo ha cercato per tutto il mondo! Ora io ti ho ritrovato. Tu sei mio fratello e io ti ho ucciso!”  I due che erano privi di forza e in fin di vita,  si lasciarono morire col desiderio di abbracciarsi anche solo per un momento. Poi scivolarono a mare , e come narra la leggenda, si tramutarono nei due scogli che ancora adesso vengono chiamati “I Due Fratelli”.

Linda Colaiacomo

instagram: @llindacol

Per me l’estate è Roma.

È il caldo infernale che però alla fine ti piace.

È il panino da zio Mauro che d’estivo non c’ha niente però, come te rinfresca.

È le file in macchina che te potevi risparmià se quel qualcuno non aveva fatto tardi alla punta…

È il fine serata che è bello perché te ricordi che il cocomeraro è ancora aperto e tu c’hai pure 2€!

La foto che ho scelto è un’immagine analogica scattata in un pomeriggio di fine Settembre ad Ostia, quando, come Lei, anche io mi ritrovavo a rincorrere quegli ultimi momenti che fanno Estate. E sorrido…

Pietro Agostini

instagram: @pietroago

Questa foto per me rappresenta bene l’estate in quanto momento di totale staticità. Una stagione solitamente associata a riposo e spensieratezza che transisce in inerzia ed oblio silenzioso

Francesco Frizzera

instagram: @francescofrizzera

Luca, un ragazzo di New York con mamma Trentina. Lo conobbi nel mese durante il quale è solito venire in Trentino per trascorrere le vacanze assieme alla sua famiglia. La prima volta che parlammo veramente sentii dentro di lui la pressione del mondo urbano, la sensazione che debba sempre esserci qualcosa dopo ogni singola propria azione o scelta, che tutto debba avere senso, il peso del singolo secondo che passa e che per forza deve essere utilizzato per portare i propri progetti alla conclusione. Lo invitai a prendersi una pausa nel silenzio di un lago alpino, per vedere se si ricordasse cosa volesse veramente respirare. Con il caldo estivo avevamo la possibilità di immergerci in acque boschive solitarie. Si sentivano solo i nostri movimenti, il rumore del nostro respirare. C’era così tanto silenzio che si poteva tornare a ricordare chi eravamo veramente. C’eravamo solo noi.

“L’estate è quell’immenso regalo che fa la natura una volta all’anno, è un programma magico già attivo da molto prima di noi ed esiste per un motivo. Ci ricorda cosa siamo, avvicinando la pelle alla terra, eliminando i nostri vestiti aumentando il potere dei sensi fino a farci sentire un tutt’uno. Bisogna sfruttare questo momento e tuffarsi nei mari, scalare montagne, correre nei boschi, dormire nelle spiagge, stare nudi al sole. Siamo figli della natura e l’estate è nostra madre che ci abbraccia. Lasciamoci andare.”

Gabriele Albergo

instagram: @salentodeathvalley

Ogni anno cambiamo pelle e la pelle nuova è sempre peggio dell’altra.

Eleonora d’Angelo

instagram: @eleonora__dangelo

Alice a Procida in una giornata di inizio estate, quando vorresti che non avesse fine.

Michele Battilomo

instagram: @michelebattilomo

L’estate al sud coincide con l’esodo verso le spiagge, molto spesso in ambienti iperstimolanti, rumorosi, affollati. Insomma un incubo per chi come me detesta il caldo, per di più in un mondo sempre più soggetto al surriscaldamento, sono costretto a soffrire per tre mesi, in attesa che l’inverno torni a spingere le temperature più in basso possibile.

(Probabilmente l’anziano in foto sono io tra 10 anni)

Michele Vangelista

instagram: @michele.vangelista

Questa è un’immagine alla quale tengo molto, fa parte di una serie sui pisolini/riposini che sto raccogliendo e costruendo da un po’ di tempo. Mi piace perché mostra questa coppia che si sta godendo l’ultimo riposino in riva al mare prima di essere cacciati dall’ombra e dal tramonto (per me vera essenza dell’estate è il rimanere il più al lungo possibile in spiaggia).

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