28.10.2020

Un brainstorming con la musica

In cosa consiste oggi il lavoro di un’agenzia creativa per un’etichetta discografica?

Questo articolo è realizzato in collaborazione con Maciste Dischi

Lavoriamo da talmente tanto tempo assieme a Maciste Dischi, che praticamente non lo consideriamo nemmeno più un lavoro, ma una cosa di famiglia. E non è un caso che Antonio “Gno” Sarubbi – fondatore di Maciste – ci abbia detto proprio la stessa cosa «viviamo in un’epoca in cui stare sul pezzo significa avere a che fare quotidianamente con scadenze strette, con improvvisi cambi di strategia, ed è necessario riprogrammare in continuazione e essere in grado di dribblare pandemie mondiali come se niente fosse, per cui l’idea di “commission” è totalmente senza senso, il lavoro creativo attorno a un artista deve necessariamente essere parte integrante del progetto e deve conoscerlo come le proprie tasche per poter sviluppare un contenuto a misura. Non è solo un lavoro che fa parte del management ma significa fare parte di una famiglia». Il fatto però è che per noi, è letteralmente una questione di famiglia, nel senso che una volta abbiamo coinvolto il nostro cuginetto di otto anni che si chiama Pippo, che ha realizzato tutto il lettering e il font del primo album di Fulminacci. Vinile, CD, merchandising, tutto è fatto con la sua scrittura e questo per Pippo è stato un piccolo riscatto visto che le maestre lo criticavano per la sua calligrafia, tant’è che a scuola nessuno ci credeva. Allora Fulminacci ha fatto un video in cui lo ringraziava per il lavoro svolto e a quel punto tutti ci hanno creduto.

Per questo e per un sacco di altri motivi, curare l’art direction di Maciste Dischi a volte può essere anche questione di vita o di morte, o quasi: una volta ci siamo rotti una costola durante uno shooting, un’altra volta Eugenio dei Siberia si è preso a cazzotti per ottenere un “effetto sangue” ancora più realistico. E ci è riuscito. Insomma, non ci sono mezze misure per arrivare al risultato finale. Ce l’ha detto con parole più belle sempre Gno: «cerchiamo di lavorare a progetti artistici che abbiano una loro credibilità nel tempo e che non siano necessariamente focalizzati sul presente, perché la musica come l’art direction devono essere schiavi di un’unica cosa: la bellezza. Che può essere soggettiva o presunta, ma mai figlia a tutti i costi delle mode passeggere» e poi prosegue «il lavoro che facciamo con Mine Studio è quello di cercare di cogliere l’identità artistica e creativa del musicista in un’ottica di carriera, che non significa numeri ma narrazione, facendo uso di tutta una serie di input che siano coerenti e arricchiscano il percorso musicale, al di là dei target o delle logiche di mercato, perché tanto quelle cambiano in continuazione e non ha senso andarci dietro».

«Cerchiamo di lavorare a progetti artistici che abbiano una loro credibilità nel tempo e che non siano necessariamente focalizzati sul presente, perché la musica come l’art direction devono essere schiavi di un’unica cosa: la bellezza»

Lavorare con dei musicisti, e quindi con altri creativi, per noi fin qui è stato sempre e solo stimolante. I brainstorming ci portano in punti impensabili e anche la parte esecutiva ci ha messo di fronte a delle sorprese che non credevamo possibili. Per esempio quando ci è venuto in mente di ricamare la copertina del disco di Gazzelle e tutto il materiale promozionale, ago e filo di buona lena. Sono sforzi che sono possibili grazie al legame stabile tra le due parti e alla voglia di sperimentare le infinite possibilità create da una partnership del genere, che in tutti questi anni ci ha permesso di sviluppare animazioni, grafiche, fotografie e ultimamente anche opere create con l’intelligenza artificiale.

E dire che all’inizio di questa storia, ci occupavamo principalmente di realizzare i videoclip. Ma il tempo vola e «la musica è legata in maniera indissolubile a quella che è la sua comunicazione con il pubblico di riferimento online» dice Gno, quindi più che unicamente ai videoclip oggi bisogna pensare ovviamente anche alle foto destinate ai social, poi ai magazine, agli uffici stampa e così via. Ogni cosa vuole la sua parte, così come la vendita digitale e fisica dei dischi, per la quale un ecommerce e un sito tutto nuovo sono presto in arrivo.

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