05.02.2026

Teoria e pratica di un ritorno letterario

Quando il passato editoriale diventa più interessante delle novità. Dall'entusiasmo di una lettrice alla rivoluzione dei content creator come mediatori culturali indipendenti: la storia di come internet ha resuscitato Marisha Pessl.

In un video di sei anni fa la BookTuber Ilenia Zodiaco raccontava in modo entusiasta della lettura di Teoria e pratica di ogni cosa di Marisha Pessl, vincitore del First Novel Prize e considerato uno dei migliori esordi del 2006 negli Stati Uniti. E così che, quasi per caso, ho scoperto questo libro e mi sono appassionata alla sua vicenda letteraria. Anche Zodiaco, mi racconta, aveva riscoperto il libro quasi per caso. «Avevo il libro di Marisha Pessl, in libreria da anni. Io  vivo a Milano, ma ho la mia libreria siciliana che si è arricchita nel corso dei miei anni universitari. Vagando su internet, avevo trovato una recensione, quindi una scoperta assolutamente a caso».

Non lo ha letto subito però. Lo ha lasciato in attesa in libreria. «Come ben sapranno tutti i lettori, fra il momento in cui acquisti un libro e quello in cui lo leggi passa un altro po’ di tempo. Al tempo ignoravo completamente che tipo di oggetto narrativo fosse, tanto è vero che non sapevo che fosse fuori catalogo. Ne sono rimasta entusiasta perché ho trovato un tono di voce molto fresco, una capacità anche di citare altri libri, quindi proprio un libro per i nerd della letteratura, infatti il riferimento principale è Lolita, quindi tutte tutti elementi che potevano farlo diventare, secondo me, un libro di culto nella nicchia, ovviamente».

In Italia il romanzo pubblicato da Bompiani, ma all’epoca era passato in sordina, diventando addirittura fuori catalogo. Zodiaco non lo sapeva, lo scoprirà solo parlandone su Instagram e YouTube. Ci tiene però a dedicargli comunque un video, perché dice che non le capitava da tempo di leggere un libro così bello. Avvisa però i lettori che sarà necessario attrezzarsi per leggerlo comprandolo usato o in lingua originale. Teoria e pratica di ogni cosa racconta la storia di Blue van Meer, un’adolescente costretta a seguire il padre, professore universitario, nelle sue peregrinazione lavorative in giro per gli Stati Uniti. Nell’ultima cittadina dove si trasferiscono, Blue sembra trovare finalmente un insegnante di riferimento, Hanna Schneider, intorno a cui ruota una cerchia ristretta di studenti affascinati da questa donna dal passato misterioso. 
Una situazione molto simile a quella proposta dal celebre Dio di illusioni di Donna Tartt, all’interno del quale un gruppo di sei studenti dell’Hampden College si raduna intorno all’ammaliante professore di greco antico Julian Morrow. Come ha sottolineato anche Zodiaco, Pessl cita in modo neanche poco velato Lolita di Vladimir Nabokov, dove il viaggio in macchina all’interno degli Stati Uniti è una parte fondamentale della trama. Per non parlare poi dei titoli dei capitoli che sono a loro volta opere letterarie esistenti, da Otello a Cent’anni di solitudine, fino a Il Che e i giovani e Le metamorfosi di Ovidio.

Varcare un confine, cercare un rifugio

Il setting che riprende l’estetica Dark academia, mischiata alle indagini su una figura carismatica che sembre essere un continuo mistero da svelare, trasforma Teoria e pratica di ogni cosa in un romanzo decisamente interessante per le lettrici e i lettori che lo scoprono nel 2019. Sicuramente molto di più del 2006, quando il romanzo è arrivato in Italia per la prima volta. Da quel video in poi si è scatenata una vera e propria caccia al libro, che lo ha reso nuovamente popolare. Nei successivi video, Q&A e live organizzati da Zodiaco, lei stessa racconta che le vengono chieste notizie del libro, se magari Bompiani ha intenzione di ripubblicarlo. Zodiaco non lo sa ancora, ma nel 2023, dopo così tante richieste, deciderà finalmente di rendere nuovamente disponibile il titolo.

La momentanea assenza dagli scaffali di Teoria e pratica di ogni cosa in realtà si è rivelata utile anche per gli altri libri di Marisha Pessl. «Per esempio, Notte americana, secondo me, è stato anche quello rivalutato molto sotto la spinta della popolarità di Teoria e pratica di ogni cosa perché che magari dici: “Non ho Teoria pratica di ogni cosa, mi leggo Notte americana“». Effettivamente anche il secondo volume di Marisha Pessl ha delle caratteristiche tipiche delle opere dell’autrice. Notte americana racconta la storia di Scott McGrath, un giornalista d’inchiesta che si ritrova a indagare sul suicidio di Ashley Cordova, figlia del celebre regista Stanislas Cordova. Zodiaco lo definisce un “thriller letterario”, un romanzo in cui la trama thriller è solo un espediente attorno a cui far ruotare i personaggi, ma che in realtà parla di tutt’altro. Anche qui il confine tra realtà e finzione è sempre più labile, fino ad arrivare al punto in cui anche noi lettori non sappiamo più a chi credere e se la verità è sempre è solo una o se possono coesistere più versioni della stessa storia: una totalmente basata sulla razionalità e una in cui i rituali e la magia nera hanno il potere di modificare la realtà che ci circonda.

A settembre dello scorso anno è uscito di Darkly, il suo ultimo romanzo che sta ricevendo un’ottima accoglienza anche da #BookTok. All’interno di questo romanzo torna il rapporto tra la realtà e l’illusione. La protagonista Dia Gannon, insieme ad altri pochi fortunati, ottiene un tirocinio presso Darkly, un’azienda che produce giochi da tavolo rari e misteriosi. Ma il gruppo di ragazzi non sa ancora che questo tirocinio è molto diverso da quello che veniva prospettato nell’offerta di lavoro, a partire dalla domanda fondamentale a cui sono costretti a rispondere per candidarsi: per cosa saresti disposto a uccidere? 

@brie_reads_books

This book currently has me addicted and even when I’m not reading, my head is in this story! #booktok #Darkly #GetUnderlinedPartner @Get Underlined #bookish #Inverted

♬ original sound – Brie Reads Books 📚

Come sottolinea Zodiaco, «Pessl racchiude un po’ tutte le cifre della contemporaneità. Il gioco, l’ironia, l’essere un po’ fuori dalle righe, appunto, creare queste dimensioni parallele, molto letterarie. e con un gergo proprio, cioè ha, secondo me, tutte le caratteristiche per essere popolare. Anche il fatto di parlare di cose di nicchia. Per esempio, il fatto che Darkly sia questo gioco proibito, sia questa azienda che fa giochi proibiti e anche Teoria e pratica di ogni cosa, il club esclusivo, cioè sono tutte, come posso dire, delle tematiche che oggi con internet, che è la fiera della frammentazione e della nicchia che vuole scoprire qualcosa che non è assolutamente accessibile agli altri, perché siamo in un’epoca dove tutto è accessibile, è fondamentale». 

In un’epoca in cui tutto sembra disponibile, rifugiarci in letture che ci offrono il sogno di scoprire organizzazione segrete e valicare confini inaccessibili ci permette di creare dei nuovi rifugi per immaginare e convivere con una realtà che può rivelarsi soffocante.

Nessun rischio editoriale

Rimane molto interessante il ritorno in libreria di Teoria e pratica di ogni cosa grazie a un movimento dal basso. Da quando è uscito il primo video di Zodiaco che ne parlava, alla ripubblicazione vera e propria, nel 2023, sono passati quattro anni. Bompiani è stato decisamente più che taggato in varie occasioni da diversi lettori e lettrici che chiedevano il ritorno del libro. Con Zodiaco abbiamo un po’ ragionato sul motivo per cui la prima volta il libro abbia avuto così poca fortuna. «A volte perché si pubblica talmente tanta roba che ovviamente non si riesce a far emergere tutto. Anche se potenzialmente ci sono dei libri che hanno tutte le caratteristiche giuste per diventare popolari, poi non lo fanno perché siamo in un mercato iper saturo». Poi avvengono questi moti spontanei, che permettono a dei titoli di tornare all’attenzione dei lettori. 

I content creator come Zodiaco possono permettersi un livello di libertà editoriale di cui magari non sempre godono i media originali. Questo fa sì che le sue scelte letterarie, siano automaticamente sinonimo di interesse per chi la segue e conosce i generi letterari che preferisce. «Credo che poi sia anche il motivo che distingue content creator da qualsiasi altro tipo di mezzo su cui si fa comunicazione sui libri,» osserva Zodiaco. «Perché la verità è che magari anche chi magari può lavorare in un giornale, su una rivista, un inserto culturale, eccetera, ha dei vincoli che magari non dipendono da lui o da lei come giornalista, ma dipendono dalle linee editoriali, ovviamente. Invece il content creator alla fine fa quello che vuole e questo spesso è un grandissimo vantaggio, specialmente perché le persone riescono a fidarsi di più».

Costruire un rapporto basato sulla fiducia è un punto fondamentale del rapporto che si crea tra i content creator e le loro community: è proprio grazie a questo movimento dal basso che si riesce a riportare sugli scaffali perle dimenticate come Teoria e pratica di ogni cosa. «Siamo una nicchia rumorosa e far capire al management il fatto che questa nicchia rumorosa possa effettivamente convertire e portare a risultati sul mercato è forse un meccanismo più farraginoso di quanto noi pensiamo». Quello che dice Zodiaco è vero: il mercato editoriale è più complesso di quello che si vede dall’esterno e magari ci vuole tempo per individuare un titolo che possa fare un ritorno come è accaduto a Marisha Pessl.

«Spesso è meno rischioso rispetto a pubblicare novità, che poi nessuno compra. Il ripescaggio, per così dire, oggi come oggi, per me come content creator è fondamentale, perché spesso io proprio evito quelle che sono i trend delle novità del momento, perché a volte le persone sono stufe di adattarsi in qualche modo alla corrente. Cercano qualcosa di nuovo e spesso quello che è nuovo, purtroppo e per fortuna, va cercato anche nel passato». Questo anche perché nel “passato letterario” ci sono tantissimi titoli che possono esserci sfuggiti e quindi possiamo facilmente trovare anche il nostro prossimo libro preferito. Bisogna solo cercarlo. «Poi internet è proprio la patria della retromania, no? Della nostalgia. Quindi a volte è più facile pubblicare un libro del passato», conclude Zodiaco. In un’epoca in cui il passato viene costantemente romanticizzato e guardato con nostalgico rimpianto, la ricerca del nostro libro preferito non tra le novità editoriali, ma tra i titoli usciti da un po’, appare una scelta naturale, dettata dalla retromania che rende automaticamente ciò che è nato nel passato ricco di fascino e significato. 

Appare chiaro che in un’industria sempre pronta a sfornare nuovi titoli, il ruolo dei content creator e dei lettori diventa fondamentale per scoprire insieme che forse non abbiamo bisogno di così tante novità, ma anche di momenti di riscoperta. Chissà dopo Marisha Pessl quali saranno i prossimi.

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